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Fiorentina Verona 4-3 quarto posto in classifica


Una vittoria contro gli amici dell’Hellas Verona che ci permette di agganciare l’Inter al quarto posto !
Ci voleva proprio dopo la deludente prova di Udine e l’opaca prova in Europa League contro il modesto Pacos Ferreira
Una partita incredibile con 4 goal nei primi 15 minuti 1-0, 1-1, 1-2, 2-2 poi il 3-2, 4-2 e infine il 4-3
valero borja 13_12_02 doppietta contro il verona fiorentina tifosi violaGrande prova di Borja Valero per l’occasione con la fascia di capitano
Anche la difesa ad eccezione di Norberto Neto si è contraddistinta Il poriterino Viola, alla pari del suo collega Veronese non è parso impeccabile sui goal subiti
Oggi grande festa sugli spalti con il Re Leone Gabriel Omar Batistuta indimenticato bomber Viola che negli anni 90 ci ha deliziato con la sua (vera) mitraglia
Oltre al Bati oggi c’erano tanti ex che sono stati protagonisti come il grande Luca Toni che ha bel giocato, il brasiliano Romulo in prestito al Verona che oltre ad aver giocato bene ci ha fatto pure goal, Donadel (panchina) e Cacia che è entrato negli ultimi minuti finali

Hellas Verona gif animata 3d

Atmosfera di festa e di rispetto sugli spalti con i gemellatissimi fratelli Veronesi accorsi in massa per vedere una bellissima partita emozionante
Adesso c’è la Roma domenica all’Olimpico all’ora di pranzo ed è necessaria una vittoria per diminuire l’attuale gap di 7 punti che ci separano dai capitolini

Le pagelle

NETO 4,5
Non ci siamo, sbaglia sul primo goal dove respinge sui piedi di Romulo, il secondo goal del momentaneo vantaggio del Verona evidenzia tutti i suoi limiti

TOMOVIC 7
Gioca una grande partita in difesa e soprattutto in attacco dove si catapulta più di una volta procurandosi anche il rigore del quarto goal e l’espulsione di Jankovic
GONZALO RODRIGUEZ 6,5
Sui goal iniziali del Verona non è impeccabile ma poi si riscatta da par suo
SAVIC 6,5
Partecipa negativamente ai prii goal del Verona ma poi diventa insuperabile
JUAN MANUEL VARGAS 6
Inizio incerto ma poi viene fuori bene e fa anche il goal del 3-2, si spenge un po nel final
VECINO 5,5
Gioca il primo tempo senza trovare la posizione ma è elegante e merita altre chanche visto che era la sua prima da titolare
AMBROSINI 6,5
Gioca pur non essendo al massimo visto il forfait di Pizarro all’ultimo secondo, utilissimo in mezzo al campo e si fa sentire in più di una occasione
BORJA VALERO 8
Due goal in apertura che valgono 1-0 e 2-2, tante altre belle giocate, il migliore in assoluto
JOAQUIN 5,5
Gioca davanti con Rossi ma non brilla, esce al 28° secondo tempo
CUADRADO 6
Un po indisponente e supponente, sufficienza risicata
GIUSEPPE ROSSI 6
Non certo una partita memorabile, segna il quarto goal su rigore, esce al 42° secondo tempo
MATI FERNANDEZ 6
Entra al primo del secondo tempo al posto di Vecino e merita sufficienza piena
MATOS 6
Entra al posto di Joaquin, fallisce un’occasione clamorosa ma si impegna come suo solito
ILICIC SENZA VOTO
Entra al posto di Giuseppe Rossi e gioca (bene) gli utlimi 6 minuti
VINCENZO MONTELLA 6,5
Mancano tanti titolari (Pasqual, Gomez, Aquilani, …) ma la squadra vince giocando bene a larghi tratti


Sintesi della vittoria contro l’Hellas Verona by ViolaChannel.tv

Borja Valero e Tomovic commentano la partita by ViolaChannel.tv

Gabriel Omar Batistuta al Franchi by ViolaChannel.tv

Eterna Sfida



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Un pomeriggio assolato del 1982; una radiolina che gracchia, la rabbia e gli occhi pieni di lacrime di mio fratello, io che non capisco…
Ma poi avrei capito, durante un’estate colorata d’azzurro, ma anche tappezzata di colorati adesivi che recitano “Meglio secondi che ladri”.

Sette anni più tardi, una partita difficile che si trascina verso un inutile pareggio fra due pugili suonati; poi l’ultima azione, un calcio d’angolo, e dalla mischia spunta un furetto che buca l’odiata signora regalandoci la vittoria; un giovane d’oro, che diventerà uno sfortunato grande uomo, che ogni giorno, oggi, lotta tenacemente contro la Stronza, e che forse, quando chiude gli occhi, sorride dentro di se pensando a quella domenica.

Sempre un’amara vigilia mondiale; un trofeo europeo toccato con le dita; poi un parapiglia nell’area viola al Comunale di Torino, lo spintone di Casiraghi, la palla in rete… Il ritorno tanto atteso fra le mura di Firenze diventa una trasferta impossibile ad Avellino, con il finale scontato e con l’addio pieno di rimpianti al secondo numero 10 più amato di sempre.

baggio roberto con la maglia della juventus e la sciarpa della fiorentina tifosi violaLo stesso numero dieci che cammina a testa bassa sotto la Tribuna, infagottato in un brutto giaccone, nero come un corvo; una virgola viola cade dal cielo, davanti ai suoi piedi, lui la raccoglie e la stringe… lo stadio che esplode, anche perchè la viola questa volta vince, ma il mio cuore viola lacrima…

batistuta gabriel omar goal tifosi viola fiorentinaDue cazzotti firmati Baiano e Carbone a Torino, la gioia a 15 minuti dal termine (“questa volta è fatta!”), poi Vialli ed un fenomeno che si presenta al mondo con un colpo da biliardo, ci strozzano l’urlo in gola.

Freddo Dicembre del ’98, Oliveira che alza la testa e pennella, il leone argentino che vola in cielo… in cielo manda Firenze, all’inferno i bianco-neri.

Passano dieci anni, un’impensabile serpentina al 93’ di un neretto magrolino, nell’unico suo momento di gloria in maglia viola, la stilettata di un altro argentino, la Fiorentina di nuovo in paradiso, stavolta nel freddo di Torino.

Solo un anno fa, ma sembra un secolo: un’interminabile, appiccicosa partita; una sequenza di gol subiti che sembra non finire mai, un’umiliazione calcistica senza pari, proprio sul nostro suolo, proprio contro i più odiati.
Un risultato che grida vendetta.

La storia recente narra di un insopportabile e presuntuoso allenatore, che non ha occhi per vedere quello che capita nel suo spogliatoio, non ha occhi per vedere le nefandezze arbitrali a suo favore, ma ha fiato per urlare, oltraggiato e offeso, al primo mezzo rigore non concesso.

Narra anche di una simpatica dirigenza, che con ineccepibile stile juve, e profondo disprezzo per il lavoro altrui, approfitta di uno scalo tedesco e fa scendere dall’aereo per Firenze una ciliegina ormai già adagiata sulla glassa viola; salvo poi dichiarare, con insopportabile candore, l’onestà del loro operato.

Narra della stessa dirigenza che per il solo gusto di dimostrare la propria supposta superiorità e la sicura spocchia, passeggia strafottente sotto i fischi di uno stadio intero.

osvaldo pablo daniel goal vittoria firoentina a torinoQuesta è l’eterna sfida fra Fiorentina e juventus, questa è una partita che NON può e NON deve essere uguale alle altre!
Questo non è essere provinciali, è avere cuore, passione, emozione.

Questo significa amare uno sport, una città, un’identità, un colore, e la storia di una squadra.


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Dateci un Belfodil

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Dateci qualcuno, prestatecelo, se possibile. Non dico un Pazzini, un Osvaldo, un Klose, mi basterebbe un Belfodil, insomma, una punta, un vero e antico numero 9. Si perchè la Fiorentina è imbottita di centrocampisti dai piedi buoni, chi più predisposto a giocare dietro, chi più attratto dalla rete avversaria, ma sempre centrocampisti; e poi ci sono quelle che con molto ottimismo definiamo punte, ma che tali non sono: l’identità di Jovetic e Lijaic è chiara: son mezzi, non come altezza, ma come prefisso; ma anche il buon Munir sembra aver poco studiato gli
appunti impolverati, lasciati nello spogliatoio gigliato da un certo Batistuta; con questo parallelo scolastico, lo stangone Seferovic frequenta sempre la scuola materna. Stop, le punte viola son solo queste, giuro… Ah no, forse una speranza rimane, perchè quel LucaToni aggregato all’ultimo minuto, anche se difficilmente risulterà qualcosa più di un pensionato del mestiere di bomber, però consulente di lusso, insegnante, questo può benissimo esserlo: ei fu… uno dei più grandi interpreti e indossatori di casacca numero 9 che Firenze abbia mai visto.
Questo lungo preambolo per dire che, pur con le attenuanti del cartello “lavori in corso” in bella vista davanti al nostro spogliatoio, comincia a consolidarsi un atroce sospetto: che questa mancanza, questo atavico vuoto in mezzo all’area che sorprende la palla gentilmente pennellata dai vari Jojo, Valero, Cuadrado, alla fine diventi insostenibile, come la leggerezza dell’essere una eterna incompiuta.
E allora, Luca, spolvera i tuoi quaderni di quinta liceo, e spiega a Munir dove piazzarsi per fare tonnellate di gol, e pazienza se ti farà dannare perchè non parla italiano come Pazzini e Osvaldo, e manco il tedesco, che tu ormai ben conosci, di Miro Klose, e nemmeno… nemmeno…. ma che lingua parla Belfodil, e soprattutto… chi è Belfodil???
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