Quarto potere



Lazio – Fiorentina = 0-2
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Sarà che la maglia viola zuppa di acqua poteva sembrare di un altro colore, jovetic ljajic vittoria fiorentina a roma contro la lazio tifosi violadiciamo un misto
blau-grana, ma se chiudevi gli occhi e poi li riaprivi, ieri sera, potevi anche pensare che la squadra di celeste vestita, impegnata in estenuanti torelli a centrocampo durante la partita, e nell’assunzione di forti dosi di Moment Act a fine gara, stesse giocando contro il Barcellona.

Si, scomodo volentieri i santi del Paradiso calcistico per un paragone che non mi sembra affatto azzardato, e vi spiego perchè: provate a confutare la mia tesi che parla di una Fiorentina dal miglior calcio e dalla migliore accozzaglia di piedi buoni del nostro campionato; trasferite pari pari i valori della Serie A nella Liga, dove l’Inter si chiama Valencia, il Milan Real Madrid, la Lazio Atletico, e pensate ad squadra che, con il gioco, le mette sotto tutte, le batte senza appello, le avvolge in una fitta trama di palleggi ubriacanti e di verticalizzazioni improvvise.

Questa è stata la Fiorentina ieri, lo è stata contro l’Inter, contro il Milan… Lo è stata in tante altre occasioni in cui abbiamo raccolto molto meno di quanto seminato. Ma quando i viola scendono in campo con questa determinazione, ma soprattutto con questa concentrazione, quando ci decidiamo ad essere un po’ più cinici e precisi in avanti, l’impressione è che lasciamo spazio a ben poche squadre.

E si torna a parlare di Champions League… Una doppia parola, una musichetta gregoriana che ti si insinua nelle orecchie con insistenza, ma stavolta a ragione; è lecito crederci, o quantomeno provarci, visto che, fatta eccezione per la juve, solo Milan e Fiorentina sembrano essersi messe alle spalle i momenti cupi, avere il vento in poppa, mentre Napoli, Inter e Lazio trasportano in seno bombe inesplose, distrazioni europee e venti contrari. Se poi ci mettiamo la tentazione di pensare ad un calendario favorevole, in cui, in un mare di dieci partite, sembra di intravedere solo due scogli (appunto il Milan e poi la Roma), e peraltro da affrontare fra le mura amiche del Franchi, allora la navigazione parrebbe pure agevole, con nocchieri fidati, in pieno giorno, e con un capitano che appare ben più posato e sicuro di Schettino.
Ma nel mare di miele che oggi ci circonda, la certezza è che la classifica non è, per una volta, bugiarda: siamo la quarta forza del campionato, da soli, e guardiamo tanta parte d’Italia dall’alto.
Nonostante la maretta e le virate pericolose di questo inizio 2013, ora la rotta è più chiara, e intravediamo gli attracchi sicuri.

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