Sindrome da Giocattolo Rotto



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Evidentemente non avevano capito…

I pochi vecchi dello spogliatoio, con in testa Pasqual e Toni, il curvaiolo Viviano, non sono riusciti a trasferire anche agli altri la tensione di una partita unica, da non steccare, da giocare per lo meno con il cuore.
O forse avevano trasferito così tanta tensione, avevano compresso così tanto la molla, che la molla si è rotta.
Perdere a Torino rientra nell’ordine prestabilito dell’universo calcistico della Serie A, ha una sua triste logica; ma perdere così, con forse la peggiore partita della Fiorentina, fa male.
giocatolo pallone rotto calcio tifosi fiorentina violaFa male perchè oltre alla beffa, e agli sberleffi, si insinua strisciante la sindrome del giocattolo rotto: sarà perchè in questo strano 2013 abbiamo raggranellato la miseria di 4 punti in 6 partite;
sarà perchè siamo passati dall’avere una difesa granitica, con giocatori che tutti ci invidiavano, primi fra tutti Gonzalo e Roncaglia, ad essere, in quel vitale settore, trapanabili come il compensato, distratti e fallaci peggio di una neopromossa;
sarà perchè quel bel gioco a centrocampo che ci faceva tanto lustrare gli occhi, appare sempre più raramente, e quando si realizza, sembra un bel vestito da sera, indossato però per andare a fare la spesa al supermercato… inutile.
Ecco allora che le piroette ed i colpi di tacco di Pizarro e Borja, i dribbling di Cuadrado, rimangono ineluttabilmente fini a se stessi, non per colpe proprie, bensì per l’evidente mancanza del giusto e degno finale, ovvero il gol.
Già, il gol… questo sconosciuto… è forse l’unico problema che non è nuovo, non è macigno caduto sui piedi inaspettato come la questione portiere (definitivamente chiusa, mi auguro, a favore di colui che almeno ci mette il cuore)…
Ma assume proporzioni sempre più gigantesche, visto l’inevitabile e prevedibile calo del buon Luca, ma vista soprattutto l’inspiegabile involuzione di Jovetic, la perla su cui si fondavano le nostre prospettive di gloria, che non è più perla, ma sassolino. Poi ci sarebbero i vari Ljajic ed El Hamdaoui, come al solito non pervenuti. In panchina latita Larrondo… Forse Montella avrebbe potuto tentare il tutto per tutto e buttarlo nella mischia, visto che tanto si giocava a “lancioni”.
Già, Montella… la scintilla sembra essersi spenta anche in lui, non più capace di azzeccare la tattica giusta in partenza, o di cambiarla a gara in corso: avevamo invocato una partita di testa, e abbiamo visto distrazioni difensive a non finire; avevamo chiesto una gabbia su Pirlo, e gli abbiamo concesso il beneficio di scorrazzare per il campo a suo piacimento (ed in questo mi ha ricordato l’eccessiva libertà concessa a Totti contro la Roma).
La gabbia giusta l’ha fatta la juve su Pizarro, arteficie, anche a causa di questo, della sua peggior partita in maglia viola; ma la dipendenza così stretta dal piede di un solo giocatore è, in se, un’anomalia dello schema tattico dell’ex aeroplanino.
Insomma, ci sentiamo un po’ orfani.
Abbiamo fame e bisogno di risultati. Nel segreto dello spogliatoio devono tutti lavorare di colla, di cervello, di buonsenso, ed aggiustare il giocattolo; perchè Domenica sera arriva un’altra super blasonata a strisce…
Ma questa volta vogliamo ruzzare e divertirci noi.
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